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MINIGUIDA AL MAGAZZINO


Una pratica guida alle varie tipologie di magazzino e al carrello elevatore più idoneo
MAGAZZINO PERIFERICO
Serve per assicurare un maggiore livello di servizio ai clienti, specialmente in presenza di consegne frequenti e di piccole dimensioni e, anche se comporta costi di struttura e di mantenimento scorte, può contribuire a ridurre i costi di trasporto a parità di livello di servizio offerto.
Indichiamo i carrelli più frequentemente utilizzati in questi magazzini

frontali elettrici e retrattili (se scaffalato) / Traspallets e transpallet colonna
MAGAZZINO CENTRALE
Svolge una doppia funzione:
Creare il mix di tutti i prodotti che escono dai vari stabilimenti al fine di poter offrire ai clienti
o ai magazzini periferici la totalità dei prodotti richiesti in un’unica soluzione;
Assorbire eccessi di produzione che si creano in relazione a fatti stagionali e/o speculativi.
Indichiamo i carrelli più frequentemente utilizzati in questi magazzini

frontali elettrici / Retrattili / Traspallets / Commissionatore Trilaterale

MAGAZZINO DI STABILIMENTO
Conserva ciò che esce dalle linee di produzione ed è in attesa di essere inviato, tramite carichi completi, ai magazzini centrali o ai depositi periferici o ai grossi clienti.
Indichiamo i carrelli più frequentemente utilizzati in questi magazzini

frontali elettrici 3 ruote e Retrattili / Traspallets e Transpallets colonna
CATASTA
I pallet sono accatastati in blocchi monoprodotto separati dai corridoi necessari per la movimentazione. Lo stoccaggio a catasta presuppone un consistente numero di pallet immagazzinati per singola voce. Lo sviluppo in altezza della catasta richiede la sovrapponibilità dei pallet.
Indichiamo i carrelli più frequentemente utilizzati in questi magazzini

frontali elettrici e frontali endotermici in piazzale / Retrattili
SCAFFALATURE DRIVE-IN (o DRIVE-THROUGH)
Questo sistema di stoccaggio ripropone lo schema della catasta utilizzando tuttavia apposite strutture per il sostegno dei pallet (si evitano così i problemi posti dalla sovrapponibilità di questi ultimi).I mezzi di movimentazione possono muoversi all’interno della scaffalatura ed entrare da un lato del modulo (drive-in) oppure entrare da due lati (drive-through). In quest’ultimo caso è favorita la gestione FIFO (First In First Out) dei prodotti in quanto è possibile estrarre le colonne di unità di carico nell’ordine in cui sono state stoccate accedendo dal lato opposto a quello utilizzato per lo stoccaggio. Con sistemi di tipo drive-in (come del resto anche con la catasta) risulta difficoltosa una gestione di tipo FIFO delle unità di carico: occorre pertanto seguire una logica FIFO non per le singole unità di carico bensì per blocchi di unità di carico. Indichiamo i carrelli più frequentemente utilizzati in questi magazzini
Il capannone è del tipo industriale in carpenteria metallica od in cemento armato a navate e campate.
Campate da 10 a 15 metri e navate da 18 a 24 metri. Misure ottimali: campata 12 m - navata 20 m.
Flussi in ingresso tramite uno o due portoni da 5/6 m sul lato corto del capannone - flussi in uscita tramite uno o due portoni sul lato opposto del capannone.
Un portone 5/6 metri per ognuno dei lati lunghi del capannone.
Porte di servizio pedonali come vie di fuga.
Altezza sotto catena 8/10 metri.
Pallets sistemati in scaffalature non autoportanti organizzate in scaffali tipo "drive- in" con opportuni corridoi di manovra dei carrelli elevatori. Alle testate di questi corridoi sono previsti opportuni spazi di svincolo.
Massima elevazione delle forche: 6 m. ca.
frontali elettrici con tettuccio modificato / frontali endotermici con tettuccio modificato
Retrattili con tettuccio modificato
SCAFFALATURE TRADIZIONALI
Le scaffalature bifronti o monofronti di tipo tradizionale consentono un accesso diretto a tutte le unità di carico stoccate. Le prestazioni tipiche di questi sistemi di stoccaggio sono legate al tipo di mezzi di movimentazione utilizzati: la scelta del mezzo di movimentazione influenza infatti sia l’ampiezza dei corridoi – funzione delle dimensioni e delle modalità operative del mezzo stesso – sia l’altezza delle scaffalature – corrispondente all’altezza raggiungibile dalle forche.
Il capannone idoneo è del tipo industriale in carpenteria metallica od in cemento armato a navate e campate.
Campate da 10 a 15 metri e navate da 18 a 24 metri. Misure ottimali: campata 12 m - navata 20 m.
Flussi in ingresso tramite uno o due portoni da 5/6 m sul lato corto del capannone - flussi in uscita tramite uno o due portoni sul lato opposto del capannone.
Un portone 5/6 metri per ognuno dei lati lunghi del capannone.
Porte di servizio pedonali come vie di fuga.
Altezza sotto catena 8/10 metri.
Pallets sistemati in scaffalature non autoportanti organizzate in scaffali monocolonna e bicolonna con opportuni corridoi di manovra dei carrelli elevatori. Alle testate di questi corridoi devono essere previsti opportuni spazi di svincolo.
Mezzo di movimentazione: carrello elevatore frontale, transpallets colonna, trilaterale e commissionatore o retrattile elettronico. Massima elevazione delle forche: 6 m ca.
Larghezza corridoi di manovra tra gli scaffali: 2,6 - 3,2 m a seconda della portata del carrello (1000 - 2500 kg).
MAGAZZINI A SCAFFALI MOBILI
Sono costituiti da scaffali in grado di traslare lateralmente in modo da consentire l’apertura del corridoio necessario per accedere ai materiali di volta in volta richiesti. I notevoli costi di impianto per la movimentazione degli scaffali rendono giustificabile questo sistema solo in presenza di una carenza di spazio disponibile Indichiamo i carrelli più frequentemente utilizzati in questi magazzini
frontali elettrici meglio 3 ruote e Retrattili
MAGAZZINI DINAMICI (SCAFFALATURE A GRAVITA’)
Sono costituiti da canali a gravità lungo i quali scorrono le unità di carico che vengono inserite ad un'’stremità del canale e prelevate dall'altra, asicurando una gestione di tipo FIFO. Questi sistemi di stoccaggio consentono di raggiungere anche un notevole sviluppo verticale. A ogni canale è normalmente assegnato un unico item presente a magazzino per cui la soluzione a gravità è adatta per i casi caratterizzati da un elevato numero di unità di carico immagazzinate per singolo item. Indichiamo i carrelli più frequentemente utilizzati in questi magazzini

frontali elettrici e Retrattili
MAGAZZINI AUTOMATIZZATI
Sono costituiti da una serie di scaffalature tra le quali si muove un trasloelelvatore che ha la possiilità di eseguire contemporaneamente i movimenti lungo l’asse orizzontale e lungo l’asse verticale. Le possibili soluzioni impiantistiche riguardano la struttura del fabbricato (prefabbricata o autoportante), il rapporto tra numero di trasloelevatori e il numero di corridoi, la profondità delle celle e il numero di forche per trasloelevatore. Questi magazzini richiedono l'impiego di appositi impianti di testata per la movimentazione delle unità di carico in ingresso e in uscita dal magazzino stesso.

cosa vuol dire Outsourcing
È la terziarizzazione di alcune o tutte le attività della logistica di un’azienda che vengono assegnate ad un fornitore di servizi logistici allo scopo di raggiungere uno o più di questi obiettivi: ridurre i costi, aumentare la flessibilità, migliorare il livello di servizio.

 

 

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